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Scaffalatura Antisismica.

2 Settembre, 2009
Scaffalatura Antisismica.
Scaffalatura Antisismica.

Le aziende associate alla sezione scaffalature dell’ACAI sono, da tempo, impegnate nella progettazione antisismica delle scaffalature industriali, per garantire offerte commerciali conformi alla legislazione di riferimento vigente in Italia ed a specifici requisiti normativi. L’intento perseguito dagli aderenti alla sezione è quello di rilevare, valutare e monitorare i comportamenti della scaffalatura qualora fosse sollecitata da eventi sismici, alla luce delle nuove regole italiane di riferimento, con l’obiettivo primario di tutelare gli utilizzatori delle scaffalature e di garantire loro una maggiore sicurezza del prodotto installato in zona sismica. Notevoli sono i progressi delle conoscenze prodotte recentemente anche nel settore delle scaffalature industriali, tra i quali figurano programmi di calcolo e progetti di ricerca sperimentale condotte dall’ACAI insieme alla ERF (European Racking Federation), in collaborazione con l’Università di Trento, il Politecnico di Milano, l’Università di Atene ed altri centri di ricerca dell’UE.

Grazie ad un programma di analisi numeriche e di prove sperimentali, condotte nei laboratori del Politecnico di Milano e della National University di Atene, ACAI CISI ha messo a punto un sistema, unico del suo genere, per proteggere dai rischi tellurici le strutture destinate all'immagazzinamento industriale.
Il sistema, finanziato dall'ACAI e coperto da brevetto, contempla l'interposizione della base antisismica denominata GFMI (gound frame multidirectional interface) fra il suolo e i piedini della struttura. Finora si era provveduto ad intervenire sulle scaffalature rinforzando i montanti e inserendo importanti sistemi di controventatura verticali, che però non escludevano un ulteriore grave fattore di pericolo: al rischio di collasso della struttura si unisce, infatti, l'impossibilità di controllare i movimenti della merce sui pallet.
Per le prove sperimentali, realizzate presso il Laboratorio di ingegneria sismica – unico in Europa a disporre di una piattaforma vibrante particolarmente importante - dell'Università ateniese coinvolta nel programma, si è sottoposto un modello di scaffalatura tipo porta-pallets in scala reale ad accelerogrammi artificiali. Adottando la base multidirezionale GFMI quale sistema di protezione sismica passivo, si è raggiunto il controllo dell'azione sismica senza intervenire sulla componentistica della scaffalatura industriale standard. Abbattendo drasticamente le accelerazioni sulla merce immagazzinata, il sistema riduce il rischio di collasso; inoltre la scaffalatura, permanendo in campo elastico, non necessita successivamente di alcun intervento. Il che si traduce in un azzeramento di costi di ripristino ed in un'alta competitività rispetto a qualsiasi altra metodica antisismica.

Dispositivo Antisismico

Grazie ad un programma di analisi numeriche e di prove sperimentali, condotte nei laboratori del Politecnico di Milano e della National University di Atene, ACAI CISI ha messo a punto un sistema, unico del suo genere, per proteggere dai rischi tellurici le strutture destinate all'immagazzinamento industriale.
Il sistema, finanziato dall'ACAI e coperto da brevetto, contempla l'interposizione della base antisismica denominata GFMI (gound frame multidirectional interface) fra il suolo e i piedini della struttura. Finora si era provveduto ad intervenire sulle scaffalature rinforzando i montanti e inserendo importanti sistemi di controventatura verticali, che però non escludevano un ulteriore grave fattore di pericolo: al rischio di collasso della struttura si unisce, infatti, l'impossibilità di controllare i movimenti della merce sui pallet.
Per le prove sperimentali, realizzate presso il Laboratorio di ingegneria sismica – unico in Europa a disporre di una piattaforma vibrante particolarmente importante - dell'Università ateniese coinvolta nel programma, si è sottoposto un modello di scaffalatura tipo porta-pallets in scala reale ad accelerogrammi artificiali. Adottando la base multidirezionale GFMI quale sistema di protezione sismica passivo, si è raggiunto il controllo dell'azione sismica senza intervenire sulla componentistica della scaffalatura industriale standard. Abbattendo drasticamente le accelerazioni sulla merce immagazzinata, il sistema riduce il rischio di collasso; inoltre la scaffalatura, permanendo in campo elastico, non necessita successivamente di alcun intervento. Il che si traduce in un azzeramento di costi di ripristino ed in un'alta competitività rispetto a qualsiasi altra metodica antisismica.

Grazie ad un programma di analisi numeriche e di prove sperimentali, condotte nei laboratori del Politecnico di Milano e della National University di Atene, ACAI CISI ha messo a punto un sistema, unico del suo genere, per proteggere dai rischi tellurici le strutture destinate all'immagazzinamento industriale.
Il sistema, finanziato dall'ACAI e coperto da brevetto, contempla l'interposizione della base antisismica denominata GFMI (gound frame multidirectional interface) fra il suolo e i piedini della struttura. Finora si era provveduto ad intervenire sulle scaffalature rinforzando i montanti e inserendo importanti sistemi di controventatura verticali, che però non escludevano un ulteriore grave fattore di pericolo: al rischio di collasso della struttura si unisce, infatti, l'impossibilità di controllare i movimenti della merce sui pallet.
Per le prove sperimentali, realizzate presso il Laboratorio di ingegneria sismica – unico in Europa a disporre di una piattaforma vibrante particolarmente importante - dell'Università ateniese coinvolta nel programma, si è sottoposto un modello di scaffalatura tipo porta-pallets in scala reale ad accelerogrammi artificiali. Adottando la base multidirezionale GFMI quale sistema di protezione sismica passivo, si è raggiunto il controllo dell'azione sismica senza intervenire sulla componentistica della scaffalatura industriale standard. Abbattendo drasticamente le accelerazioni sulla merce immagazzinata, il sistema riduce il rischio di collasso; inoltre la scaffalatura, permanendo in campo elastico, non necessita successivamente di alcun intervento. Il che si traduce in un azzeramento di costi di ripristino ed in un'alta competitività rispetto a qualsiasi altra metodica antisismica.

Grazie ad un programma di analisi numeriche e di prove sperimentali, condotte nei laboratori del Politecnico di Milano e della National University di Atene, ACAI CISI ha messo a punto un sistema, unico del suo genere, per proteggere dai rischi tellurici le strutture destinate all'immagazzinamento industriale.
Il sistema, finanziato dall'ACAI e coperto da brevetto, contempla l'interposizione della base antisismica denominata GFMI (gound frame multidirectional interface) fra il suolo e i piedini della struttura. Finora si era provveduto ad intervenire sulle scaffalature rinforzando i montanti e inserendo importanti sistemi di controventatura verticali, che però non escludevano un ulteriore grave fattore di pericolo: al rischio di collasso della struttura si unisce, infatti, l'impossibilità di controllare i movimenti della merce sui pallet.
Per le prove sperimentali, realizzate presso il Laboratorio di ingegneria sismica – unico in Europa a disporre di una piattaforma vibrante particolarmente importante - dell'Università ateniese coinvolta nel programma, si è sottoposto un modello di scaffalatura tipo porta-pallets in scala reale ad accelerogrammi artificiali. Adottando la base multidirezionale GFMI quale sistema di protezione sismica passivo, si è raggiunto il controllo dell'azione sismica senza intervenire sulla componentistica della scaffalatura industriale standard. Abbattendo drasticamente le accelerazioni sulla merce immagazzinata, il sistema riduce il rischio di collasso; inoltre la scaffalatura, permanendo in campo elastico, non necessita successivamente di alcun intervento. Il che si traduce in un azzeramento di costi di ripristino ed in un'alta competitività rispetto a qualsiasi altra metodica antisismica.

Grazie ad un programma di analisi numeriche e di prove sperimentali, condotte nei laboratori del Politecnico di Milano e della National University di Atene, ACAI CISI ha messo a punto un sistema, unico del suo genere, per proteggere dai rischi tellurici le strutture destinate all'immagazzinamento industriale.
Il sistema, finanziato dall'ACAI e coperto da brevetto, contempla l'interposizione della base antisismica denominata GFMI (gound frame multidirectional interface) fra il suolo e i piedini della struttura. Finora si era provveduto ad intervenire sulle scaffalature rinforzando i montanti e inserendo importanti sistemi di controventatura verticali, che però non escludevano un ulteriore grave fattore di pericolo: al rischio di collasso della struttura si unisce, infatti, l'impossibilità di controllare i movimenti della merce sui pallet.
Per le prove sperimentali, realizzate presso il Laboratorio di ingegneria sismica – unico in Europa a disporre di una piattaforma vibrante particolarmente importante - dell'Università ateniese coinvolta nel programma, si è sottoposto un modello di scaffalatura tipo porta-pallets in scala reale ad accelerogrammi artificiali. Adottando la base multidirezionale GFMI quale sistema di protezione sismica passivo, si è raggiunto il controllo dell'azione sismica senza intervenire sulla componentistica della scaffalatura industriale standard. Abbattendo drasticamente le accelerazioni sulla merce immagazzinata, il sistema riduce il rischio di collasso; inoltre la scaffalatura, permanendo in campo elastico, non necessita successivamente di alcun intervento. Il che si traduce in un azzeramento di costi di ripristino ed in un'alta competitività rispetto a qualsiasi altra metodica antisismica.

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